L’avventurosa storia del fumetto italiano

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Il Direttore di Lucca Comics Renato Genovese ha presentato oggi alla Sala Incontri del Palazzo Ducale il suo nuovo libro  “L’avventurosa storia del fumetto italiano”, edito da Castelvecchi Editore.

L’opera nasce un anno fa su richiesta dell’editore, ed è quello che si potrebbe definire il lavoro di un appasssionato di fumetti. Un lavoro svolto in contemporanea con l’organizzazione di Lucca Comics & Games. 

Nelle pagine del libro vengono trattati 40 anni di fumetto italiano tramite interviste e pensieri di numerosi autori, analizzando quella che è stata ed è oggi la situazione nel nostro paese.  Ogni capitolo affronta una diversa questione d’interesse, andando a comporre un’accurata e completa panoramica.

Pagina dopo pagina capiamo come si sta evolvendo il mondo del fumetto italiano, apprezziamo le differenze tra oggi e ieri, notiamo come vengono apprese nel tempo le influenze estere.

Fra gli spunti di discussione ecco ciò che registriamo:

Non si sta attraversando un periodo positivo, sia per gli autori che per gli editori.  Non esiste più il formato della rivista, pur essendoci artisti bravissimi non si riesce a rintracciarne di grandi, non si ha più un vero e proprio fumetto d’autore. Il mondo del fumetto sta cambiando, oggi ogni artista nasce già autore, possiede già un proprio segno e un proprio stile.  Non ci sono più persone che si formano facendo la gavetta, riuscendo a perfezionarsi e a migliorare lo stile. L’esempio di un autore come Hugo Pratt viene difficilmente seguito e non si riescono più a produrre romanzi disegnati.

Nel nostro paese esistono anche elementi di natura culturale a limitare il campo, ad esempio i manga che hanno sostituito il fumetto popolare italiano e rappresentano un’alterità rispetto all’ipotesi di uno stile nostrano. La novità che hanno portato è stata ben accetta dal pubblico, grazie anche all’opera di cartoni animati come Goldrake che ne hanno anticipato lo sbarco in Italia facendosi amare per il tratto caratteristico.

Per quanto la situazione sia difficile ci sono dei segnali incoraggianti, autori come Gipi che sembrano poter ripercorrere questi percorsi. È quindi possibile uscire da questa situazione e riprendere il discorso con la tradizione, tornando a produrre il vero fumetto d’autore. È possibile vedere quali siano questi segnali proprio sfogliando le pagine del libro, che non vuole certo dipingere negativamente il fumetto italiano ma solo analizzarne l’effettiva situazione.

Marco Biggi

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