Stelle nascoste – Galileo e l’universo

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Giunto alla terza edizione il Concorso Internazionale per Illustratori e Fumettisti  ha presentato alla Sala Incontri Real Collegio le opere più significative degli artisti in gara.

In occasione dell’Anno Mondiale dell’Astronomia e dell’anniversario dei 400 anni dalle prime osservazioni di Galileo Galilei con il telescopio l’argomento è stato quest’anno ” Stelle Nascoste – Galileo e l’Universo”.

Come detto dal Professor Livio Sossi, conduttore dell’incontro, l’argomento era a “rischio banalità” e non sono infatti mancate numerose opere rappresentanti cannocchiali. Sono state comunque tante anche le opere  riuscite a uscire da questo pericolo, in grado di dare un significato importante all’argomento, riuscendo a giocare con il significato oltre che con l’immagine.

Sono state particolarmente apprezzate dalla giuria opere come quella del vincitore che hanno messo in risalto la questione dei contrasti che ebbe Galileo con la Chiesa. Nell’opera prima classificata tra gli artisti italiani infatti lo scienziato è rappresentato circondato da cani, uno dei quali indossa un copricapo rosso tipico degli uomini di chiesa.

Allo stesso modo è stata la metafora a essere elemento di distinzione anche tra le opere classificatesi nei primi posti o comunque segnalate dalla giuria.

L’opera di Brunella Baldi è stata in grado di creare un connubbio tra la scienza e la poesia con giochi tra i colori bianco e blu.

Matteo Gubellini ha riassunto nella sua opera rivolta ai bambini la grande questione della presenza o meno di vita nell’universo, mostrando Galileo circondato da animali vestiti da uomini.

Nella tavola  “L’inquisizione” Galileo non viene nemmeno mostrato, al suo posto compaiono invece tre uomini di chiesa, allo scopo anche in questo caso di mettere in luce il contrasto tra chiesa e scienza.

Allo stesso modo anche i restanti lavori segnalati hanno presentato caratteristiche simili.

Sono state in seguito mostrate le opere create dagli artisti dell’est.

Il vincitore è stato il russo Aleksandr Egorov. Anche lui come i colleghi italiani ha presentato un lavoro contenente uno spunto sul rapporto tra Galileo e la Chiesa. Qui però è stato rappresentato come un passaggio tra un’epoca e l”altra, come sottolineato dal titolo “La Fine del Miracolo”.

Il lavoro di Egorov, così come quello degli altri artisti stranieri segnalati, presenta numerosi tratti caratteristici dell’arte dell’est. Lo stesso russo ha sottolineato  come la differenza maggiore tra un’artista e l’altro risieda non nella scuola ma nell’artista stesso. E’ lui che si differenzia nelle scelte che personalmente compie, nell’ispirazione che ha.

Lo stesso Egorov ha seguito la sua ispirazione abbandonando il lavoro precedente e dedicandosi agli studi d’arte.

Le differenze tra una scuola e l’altra tendono invece a diminuire grazie ai numerosi contatti reciproci, possibili con le nuove tecnologie.

A chi ha avanzato il dubbio che la tecnologia possa appiattire il lavoro dell’artista rendendone meno efficace la personalità il prof. Sossi ha prontamente risposto.  L’uso del computer per l’arte è parificato agli altri stili, anzi definito come maggiormente difficoltoso. Questo sarebbe alla base di tanti lavori non troppo efficaci e poco personali. L’artista avrebbe infatti maggiori difficoltà nell’utilizzare adeguatamente il nuovo strumento rispetto a quelli vecchi.

L’incontro si è chiuso ricordando al pubblico che la raccolta delle migliori opere del concorso sarà in vendita per tutta la durata della manifestazione di Lucca Comics & Games.

Marco Biggi

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