Buio: Primo episodio della trilogia

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Sono presenti in rassegna Elena P. Melodia e Sandrone Dazieri per introdurre la trilogia “buio”. Dazieri presenta con orgoglio il lavoro della neoautrice pur non avendolo seguito personalmente in qualità di editor (il libro è stato stampato dalla Fazi Editore) avendolo però letto ne è rimasto colpito.

Ciò che distingue un  autore da uno qualsiasi che provi a scrivere è la capacità di avere una sua “voce” riconoscibile nel sottotesto, in base alla quale, leggendo un brano qualunque si ha la netta percezione di chi stà raccontando. Elena Melodia è dotata, secondo Dazieri, di questa voce: ha preso un tema classico come l’urban fantasy e lo ha dotato della sua personale impronta, per la quale sembra di trovarsi davanti ad uno specchio deformante da una parte dello specchio il mondo contemporaneo di ragazzi che potrebbero trovarsi in un libro di moccia, dentro lo specchio, dall’altro lato un mondo fantasy. La protagonista, Alma, è una ragazza bella che ha molto ascendente sugli altri e lo sfrutta, è fredda e dura incapace di una vera emotività, e convinta di aver sempre ragione, vive in una città generica di cui sappiamo solo ciò che gli occhi di lei percepiscono e filtrano, è un’eroina con doti  da leader ma non solare, giusta, è arroccata in certezze destinate a crollare gradualmente dal momento in cui incomincia a sognare di omicidi, raccapriccianti e improbabili che con un’approssimazione di poche ore vengono perpetrati davvero, scivola  con il lettore dal mondo reale ad una dimensione parallela, con sorpresa, paura e desiderio di sfuggirne  senza che il mondo degli adulti riesca a comunicare con lei per la sfiducia che la permea e che solo gradualmente dovrà perdere. L’autrice risente per sua stessa ammissione degli influssi di Neil Gaiman e S. King, le qualità psichiche dei sogni la affascinano fin dal giorno in cui ha scoperto di essere affetta da sonnanbulismo, e il libro è nato da questo dettaglio, ma anche da una domanda che si pone da anni: dove vanno le anime? E la scelta del titolo: Buio Myland, termine vasto che comprende “ciò che ospita, circonda…” e che sarà meglio definito nel secondo libro,  sono tutte tracce sibilline, forse quel che promettono i cartelli pubblicitari: “dopo Twilight” non è quello che avranno i lettori veramente, magari nel Buio stavolta c’è un altro tipo di animale…

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