Intervista a Pierdomenico Baccalario

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Un incontro con un artigiano che vuole costruire un mondo di sogni, che si traducano in realtà: Pierdomenico Baccalario e il suo progetto.

L’importante è ciò che l’artista è, non ciò che l’artista fa.

Questa affermazione, che, ormai, è diventata una massima, vale per Pierdomenico Baccalario ancor più che per altri. Non in senso mediatico, non è un personaggio, ma ontologico: Pierdomenico è e c’è. Discreto, si avvicina agli altri con un atteggiamento schietto e disponibile.

Ecco ciò che si è illuminato durante la conversazione al Lucca C&G, fra un incontro e una presentazione, un convegno e un concerto.

È: una persona di grande spessore, con una profonda cultura, sostenuta da una passione viscerale, ma lucida.

È: scrittore nell’animus, ma, soprattutto, tessitore di idee, come ha detto Pietro Marietti all’incontro finale del workshow “Tessitore di sogni”. Lui, proiettato nel futuro, pronto a cogliere ogni scintilla per legarla a una stella, o ancorato al passato per ricordare e scoprire le radici, dopo un esordio come vincitore del concorso “Il battello a vapore”, dopo aver raggiunto il traguardo, per quattro anni di fila, come autore di giochi proprio a Lucca Games, è stato invitato dall’organizzazione a far parte della giuria e dal 2005 al 2008 l’ha presieduta.

Giornalista, sceneggiatore, ma principalmente amatore, con tutto il portato di dolore e umore e visionarietà che ciò comporta.

Potrebbe essere accostato a un Piccolo Principe, con il fuoco del Don Chisciotte e la determinazione del Capitano Achab. In realtà il suo inizio risale ai banchi di scuola, quando, durante le ore di matematica, scriveva delle storie e le passava ai suoi compagni, che, incuriositi, gli chiedavano il seguito. Il percorso, come spesso accade, è tortuoso. Laureato in legge, avvocato, è cresciuto attraverso letture d’avventura, ritenute, da lui, fondamentali per chiunque si accosti alla scrittura fantasy e di fantascienza, forse alla scrittura e basta: Stevenson (i romanzi, ma soprattutto i racconti); Dumas; It, se si ha meno di diciotto anni; Tolkien. Crede moltissimo nella capacità didattica della letteratura. E proprio scrivere per i ragazzi gli permette di giocare, di vivere in un mondo meno noioso di quello degli adulti, più rilassato e fantasioso; i libri per ragazzi non fanno passare ideologie per contenuti, questi ultimi rimangono il fulcro della storia. Proprio per questo è necessario avere un controllo formale estremo, poiché con poche parole bisogna dire molto.

Fare lo scrittore non è un mestiere di ispirazione. Lo scrittore è un artigiano, un archeologo, bisogna avere un’idea chiara della propria storia, bisogna identificare il pubblico a cui viene destinata, scriverla, svilupparla e poi leggerla come se leggessimo qualcosa del nostro peggior nemico, togliendo il superfluo. La cosa prioritaria, condizione senza la quale la storia non sussiste è la creazione di un buon eroe. Qui nasce il problema di capire chi sia l’eroe.

Secondo Pierdomenico Baccalario l’eroe è colui il quale si pensa nel futuro e pensa al futuro.

Ed emerge un altro problema: i ragazzi di oggi, forse per il tipo di vita che conduciamo, forse per la masticazione continua di notizie ricevute in tempo reale, vivono più il presente, senza creare o sviluppare una progettualità di vita.

Ecco perché un sognatore decide di lavorare a un grande progetto come quello presentato dall’Atlantyca entertainment, in collaborazione con Lucca Games, Comune di Lucca e ANCI, per ridare ai ciechi viaggiatori la luce della speranza.

D’altro canto far girare l’economia attraverso la cultura è un bel modo di guadagnarsi da vivere e magari qualcosa in più!

 

lucca.fantasymagazine.it

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