Milo Manara si racconta a Lucca

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Un magnifico incontro con il pubblico di Lucca Comics ha visto Milo Manara raccontare di sé, del suo rapporto con Hugo Pratt, e del suo amore per il suo lavoro

È difficile parlare dei grandi disegnatori italiani senza prendere un tono elegiaco e celebrativo, quasi da — non me ne vogliano — commemorazione: sono straordinari, che c’è da aggiungere? Per fortuna ogni tanto capitano cose che ti fanno ricordare che hai davanti persone molto concrete, ancora emozionate da fumetti e illustrazioni, e innamorate — oggi come ieri — del loro lavoro.

Fuori dalle schiere dei grandi e in mezzo alla folla di Lucca Comics, la manifestazione gemella di Lucca Games, è sceso Milo Manara, membro del pantheon del fumetto nazionale insieme a Hugo Pratt, Guido Crepax, Sergio Toppi e Andrea Pazienza. Manara ha tenuto un incontro con il pubblico in cui ha raccontato in libertà aneddoti del passato e tante novità sui suoi lavori più recenti. Inizialmente timido e schivo, nel corso della chiacchierata Manara si è rivelato una persona dall’umorismo sottile, di grande umiltà, molto affezionato ad alcuni amici e collaboratori ormai scomparsi, in particolare Hugo Pratt, per cui ha avuto solo parole di affetto.

Nelle loro collaborazioni Manara disegnava e Pratt scriveva la sceneggiatura, lasciando al primo assoluta libertà espressiva. Dopo i primi due libri che li hanno visti collaboratori, i due artisti avevano impostato una nuova collaborazione che purtroppo non ha mai visto la luce a causa della scomparsa dell’artista veneziano. “Lui amava raccontare dell’incontro/scontro tra culture diverse” ha detto riferendosi a Pratt. Sarebbe stata la storia dell’arrivo di un celta nell’antica Roma imperiale, e secondo Manara aveva tutte le premesse per essere un lavoro eccezionale.

Molto divertente il ricordo di Federico Fellini, di cui ha ricordato in particolare l’attenzione maniacale al dettaglio. “Fellini amava disegnare e realizzò gli storyboard di ogni scena, intervenendo sulla realizzazione di ogni immagine. Era veramente un regista, sempre. Di fatto sono stato  lo strumento per la realizzazione di una storia che era essenzialmente sua.”

Le domande sulle sue produzioni più recenti hanno lasciato l’amaro in bocca agli appassionati. Sembra che per ragioni editoriali al momento Mondadori non abbia intenzione di pubblicare in Italia il terzo volume di Borgia, già uscito da tempo all’estero, perché la casa editrice avrebbe preso la decisione di pubblicare in un volume unico — appunto il terzo — ciò che all’estero sarà suddiviso in due volumi diversi, e visto che Manara sta ancora disegnando la conclusione dell’ultimo, i tempi di pubblicazione di allungano parecchio. Informalmente si parla di autunno 2010.

lucca.fantasymagazine.it

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