Monte Cook incontra il pubblico

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Evento molto atteso dal pubblico degli appassionati, la conferenza tenuta da Monte Cook ha toccato diversi temi e generato diverse interessanti domande da parte del pubblico in sala, molto coinvolto e partecipe.

Iniziando con sentiti complimenti per il festival lucchese che lo ha colpito molto positivamente, Monte Cook parla dei 21 anni di carriera da game-designer e della sua principale fonte di ispirazione per le sue opere: il gioco attivo.
Viene infatti sottolineata l’importanza, almeno per lui, di non limitarsi ad avere idee e metterle dentro a libri, ma di giocare, provare, confrontarsi, e poi infondere tale esperienza dentro ai manuali.

Vengono poi citate le attività più recenti, dalla collaborazione con Paizo e Wyrd Editions per la pubblicazione della linea Pathfinder, di cui rivela di avere alcuni manuali in fase di progettazione ma sui quali non può ancora svelare dettagli, allo sviluppo del suo sito internet sul quale va avanti l’iniziativa “Dungeon-a-Day” per la quale viene fornito giornalmente del nuovo materiale di gioco per D&D.

Seguono le domande del pubblico.
Una parola va spesa per rendere il giusto merito a questo pubblico…
Forse non tutti sanno che, ormai tradizionalmente, chi pone domande dal pubblico si perde spesso in lunghi ed inconcludenti sproloqui che fanno da preambolo a domande confuse alle quali è oggettivamente difficile rispondere (perchè non si capisce più la domanda, dispersa in un lago di parole a caso).
Non oggi!

Domande interessanti, ben esposte ed al punto.
Lo stesso autore di giochi da tavolo Bruno Faidutti è intervenuto per porre una domanda per sapere il pensiero di Cook riguardo al rapporto storia/regole nei suoi giochi.

Altre domande hanno toccato argomenti quali il rapporto di lavoro con Paizo e le differenze rispetto a quello con Wizards, eventuali progetti futuri non legati a D&D o al D20, e la possibilità di vedere nuovi prodotti relativi al mondo di Planescape.

La conferenza si chiude con un divertito applauso del pubblico dopo che Cook afferma di essere felice perchè è riuscito a rendere il game-design una carriera abbastanza di successo per poterci campare, invece di essere costretto ad un qualche altro lavoro “normale”.

www.gioconomicon.net

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