“Eccetto Topolino”. Perché?

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È il 1938. Marinetti redige il Manifesto della letteratura giovanile. Ogni produzione straniera, con particolare riferimento a quella americana, viene bandita. Ezio Maria Grey, funzionario del Minculpop, mostra a Benito Mussolini una lista di fumetti da censurare. Dopo averla consultata il Duce la restituisce con un appunto: “Tutto bene, eccetto Topolino.” È da questo episodio che gli autori dell’omonimo volume traggono spunto per intraprendere un vero e proprio “scavo archeologico”, appassionante, fatto di ricerche e consultazioni tra gli archivi di Guglielmo Emanuel, agente italiano del King Features Syndicate e quelli di Federico Pedrocchi, padre storico del Fumetto italiano. È un susseguirsi di scoperte. Una dopo l’altra crollano le leggende e le storie che per tutti questi anni hanno convinto gli esperti del settore.

Fabio Carducci, Leonardo Gori e Sergio Lama descrivono uno scenario totalmente nuovo e inesplorato, costantemente documentato e mai narrato prima d’ora. Così, anche l’episodio che ha dato lo spunto a questi tre pionieri assume sembianze impensate. Un volume avvincente, un “misto tra un  libro di storia ed un romanzo”, come lo definisce Andrea Mazzotta, di Nicola Pesce Editore.

Alla presentazione, avvenuta oggi alle 14:00 Palazzo Ducale, è emersa la passione verace degli autori che ritengono di aver regalato un nuovo punto di vista. Ai lettori l’ardua sentenza!

Laura Pacini
Redazione

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