Comics VS Scultura

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Quali possono essere i rapporti tra due discipline apparentemente così lontane come la scultura e il fumetto?

La risposta è fornita dall’incontro delle 12:00 a Palazzo Ducale. Un incontro importante, frutto di un progetto promosso dall’Henry Moore Institute di Leeds, centro dedito allo studio della scultura e l’Associazione San Cristoforo di Lucca.

Spettatori interessati del dibattito numerosi studenti del Liceo Artistico Passaglia di Lucca.  Gli ospiti internazionali protagonisti dell’appuntamento sono Jon Wood e Kirstie Gregory, ricercatori provenienti dall’istituto inglese, mentre a fare le voci del padrone di casa è Giovanni Russo, coordinatore dell’area comics.

I relatori entrano subito nel cuore dell’argomento spiegando come scultura e fumetto siano in realtà arti unite da un rapporto talmente ampio che nell’ora a disposizione verrà solamente scalfito, un legame antico che affonda le sue radici addirittura nel diciannovesimo secolo.

I fumetti possono essere rappresentati nella scultura, o essere fonte di ispirazione. Se inizialmentela scultura era caratterizzata da forme umane o naturali, passa col tempo a mostrare concetti sempre più astratti, offerti da quello che un grande come Picasso descrive come “il bambino interiore”, importantissimo da ascoltare per lo scultore. Il fumetto è quindi l’ideale fonte da cui trarre ispirazione.

La scultura allo stesso modo appare frequentamente nel fumetto. Nel corso della narrazione di una storia può avere la funzione di espediente narrativo, un aspetto attraverso il quale diventa chiave di volta della trama, o essere un metodo per caratterizzare maggiormente un personaggio, presentando così una sua peculiarità e rendendolo più reale.

I fumettisti si avvicinano sempre più alla scultura, così come molti scultori fanno il percorso complementare.

Mike Kelley è uno scultore noto per una serie di sculture basate sulla città di Kandor, la capitale di Kripton, pianeta natale di Superman. Allo stesso modo sono numerose le sculture uispirate ai manga, opere di artisti che al fumetto hanno legato la loro intera produzione.

Non mancano gli esempi di un utilizzo simbolico del mondo del fumetto nella scultura. La Disney, per esempio, può essere utilizzata come raffigurazione del mondo capitalista. La scultura Twentieth Century Memorial di Micheal Sandle è un’ottima dimostrazione del concetto: Topolino, il personaggio più famoso della casa di animazione assurge al ruolo di testimonial del ventesimo secolo e l’utilizzo del suo “cadavere”, scolpito vicino a un’arma altrettanto rappresentativa del periodo come il mitra, rappresenta la cancrena del capitalismo.

Un rapporto molto profondo quindi quello tra scultura e fumetto, destinato a crescere.

Marco Biggi
redazione

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