Licia Troisi incontra il suo pubblico

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Grande appuntamento per il pubblico del Fantasy: Licia Troisi presenta il suo nuovo libro al Cinema Centrale. Previsto il pienone, quello delle occasioni importanti. Arriviamo con mezz’ora di anticipo e subito ci accorgiamo che il pubblico è già lì.

Alle 11:30 in punto le porte si aprono e tutti corrono per aggiudicarsi un posto nelle prime file. Poi arriva lei, classe ’80, dottoranda in astrofisica  all’Università Tor Vergata di Roma e un’insana passione per i draghi nata guardando Elliot il Drago invisibile. Segni particolari? 2 milioni di copie vendute in tutto il mondo e l’intenzione di continuare su questa rotta che, a soli 30 anni, l’ha resa la più importante autrice italiana in questo genere.

L’11 Novembre, dalle 22:00, sarà in vendita la sua ultima fatica letteraria: Nashira. Si tratta di un lavoro completamente nuovo e Licia, con l’entusiasmo di un esordiente racconta ai propri lettori aneddoti, impressioni e sentimenti che da un anno a questa parte l’hanno accompagnata nella stesura del volume.

Si scopre così che tutto è nato da uno spunto dell’amico Sandrone: “Pensa se in un mondo, invece delle cascate d’acqua avessero cascate d’aria..” La Troisi c’ha pensato eccome. Da quel momento ha giocato con l’immaginazione fino a creare un universo tutto suo, un mondo sovrastato da due soli, in cui il bene più prezioso è l’aria, gli Dei non vivono in cielo, ma sottoterra e la magia è una risorsa sacra, che consente di sopravvivere e determina l’assetto sociale.
In questo contesto nascono i protagonisti: Talitha, carnagione scura, capelli rossi fiammanti e un’anima ribelle e Saiph, pallido schiavo dai capelli lisci e verdi, che per natura non avverte il dolore fisico, ma soffre quello causato dalla magia.

Licia ci tiene a precisarlo: “Spesso mi chiedono se mi sento un’autrice per bambini o per adulti. Io spero di essere un’autrice per tutti, da 0 a 99 anni, come Topolino. Voglio divertirmi e spero di far divertire”. Un pensiero va poi all’amico Paolo Barbieri, che ha curato la copertina. “Trovo che ci sia una risonanza tra il suo modo di rappresentare i miei mondi e il modo in cui io li ho in testa. Questa affinità ci rende grandi amici, oltre
che colleghi.”

L’incontro si conclude con la sessione d’autografi. Nessuno resta deluso: Licia ha un sorriso e una battuta per tutti.

Laura Pacini
Redazione

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