I giudici del premio Gioco dell’Anno incontrano il pubblico

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Dopo aver annunciato a metà ottobre il vincitore del Gioco dell’Anno, Augustus, edito da Oliphante, e del Gioco di Ruolo dell’anno, Rogue Trader edito da Giochi Uniti, la giuria del Gioco dell’Anno ha colto l’occasione offerta dalla sala Ingellis di Lucca Comics & Games per incontrare il pubblico. Hanno così potuto condividere questa “prima” esperienza da giurati in quello che aspira a diventare il nuovo riconoscimento di riferimento per l’industria ludica, erede dello storico Best of Show che per anni ha accompagnato la manifestazione lucchese. Lucca Games veste ancora i panni di organizzatore del premio, ma, come specifica il vicedirettore della manifestazione Emanuele Vietina, punta a rendere la giuria e l’intero apparato del premio sempre più autonomi.

Sul palco dei relatori troviamo quindi unicamente i (tanti) giurati pronti a condividere la loro esperienza e confrontarsi con le domande del pubblico.
Iniziamo parlando del metodo di valutazione dei giochi. I giudici hanno provato ogni gioco con i rispettivi gruppi, cercando il parere sia dei giocatori esperti che di giocatori casuali, dal vicino di casa al parente distratto i giudici hanno chiesto senza pietà la collaborazione di persone il più possibile diverse tra loro nei gusti e nelle esperienze ludiche. I risultati, ovviamente, sono stati decisamente diversi dalle normali aspettative dei giocatori navigati. Come è facile capire alcuni giochi, pur se molto belli, sono stati accolti freddamente da un pubblico che non ha il background ludico per apprezzarli. E’ stato portato l’esempio di Tzol’kin, gioco da tutti riconosciuto altamente valido per le sue qualità, ma che purtroppo è risultato particolarmente ostico ai non giocatori, mancando quindi nel centrare quella caratteristica di gioco introduttivo ricercata nel concorso.

Dopo aver svolto tutte le partite necessarie, stimate in circa mille ore di gioco, i giudici hanno inviato una graduatoria con le loro preferenze, indicando una pirma classifica di otto giochi. Il primo di questi prendeva cinque punti, il secondo quattro, e così via fino a un minimo di un punto. I cinque giochi che hanno ottenuto la valutazione più alta si sono quindi qualificati come finalisti. Interessante la volontà, per il prossimo anno, di far accedere alla finale quei giochi che, pur non avendo valutazioni molto alte, vengono apprezzati in maniera trasversale da tutti i giudici, un chiaro segno della capacità di interessare un pubblico molto vasto.
Dopo questa prima valutazione, accompagnata da frequenti confronti online sul  forum privato del premio, i giudici si sono incontrati a Lucca metà ottobre, per discutere di persona quale tra i cinque finalisti (tutti considerati estremamente validi) avrebbe conquistato l’importante riconoscimento. La discussione per decidere i vincitori non è stata certo facile, alla fine però fra tutti Augustus ha sicuramente raggiunto tutti i requisiti richiesti, e la capacità di fasi apprezzare da un pubblico a digiuno di giochi; un pubblico che, dopo aver giocato ad Augustus, può avere voglia di continuare a farlo, magari provando anche prodotti più complessi.

Com’è facile aspettarsi da una prima edizione, l’esperienza vissuta ha permesso ai giudici di comprendere alcune criticità che nelle intenzioni espresse sul bando non erano immediatamente riscontrabili; ad esempio si sono trovati in difficoltà per stabilire un vincitore tra i giochi di ruolo applicando gli stessi criteri dei boardgame. Il profilo che va a definire il Gioco di Ruolo dell’Anno non può essere indicato dagli stessi metri di giudizio di un gioco da tavolo introduttivo: molto probabilmente il premio sarà rivisto alla luce di un nuovo confronto con gli esponenti del panorama editoriale di questa categoria ludica che trova la sua massima espressione proprio durante Lucca Comics & Games.

Non sono mancate le domande da parte del pubblico, in particolare segnaliamo una domanda sulla possibilità, in futuro, di integrare una categoria di giochi “per esperti”, che possa soddisfare i gamer italiani. Ha riposto Fabio Cambiaghi, per la giuria, che alla prima edizione del premio si è sentita la necessità di focalizzarsi su un ambito specifico, rendersi immediatamente riconoscibili e dimostrare la capacità e la competenza nel saper scelgliere e indicare l’esponente più adeguato rispetto ai criteri definiti dal premio.
Non è escluso comunque che, nelle prossime edizioni, si cerchi di ampliare lo spettro di intervento, andando a premiare anche i giochi dedicati a quel pubblico di esperti che già sa quello che vuole.

La conferenza si è conclusa quindi con la chiara sensazione che si è fatto tanto, ma tanto c’è ancora da fare, che la mole di lavoro che aspetta gli organizzatori del Premio Gioco dell’Anno sia considerevole, ma c’è la voglia di affrontare quest’impegno gravoso con il giusto spirito, aperti alle critiche e disposti a cambiare per migliorare, mantenendo però chiaro in mente l’obiettivo finale.
La consegna del premio ai vincitori, Augustus per il Gioco dell’Anno, e Rogue Trader per il Gioco di ruolo dell’Anno, avverrà questa sera alla cerimonia nell’auditorum San Romano.

Lorenzo Calvi

Gioconomicon.net

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