Press Cafè

by

Mattinata al Press Cafè in compagnia di Kenzo Hanazawa, Beatrice Alemagna, Guy Delisle, Hermann Huppen, Giulio De Vita e i premiati del Gran Guinigi.

Hanazawa

Perchè è così interessante la tematica dell’umanità che deve rinascere?
“A livello mondiale ci troviamo in un periodo di grosso soffocamento. In Giappone, alcuni eventi come il terremoto hanno accentuato notevolmente questa situazione. Il mio I’m a hero è nato come una valvola di sfogo dallo stress”.

Quanto personaggio e autore coincidono e quanto differiscono nelle sue opere?
“Generalmente il personaggio è molto simile a me, per dare realismo ed efficacia. In determinate situazioni, invece, il personaggio è molto più coraggioso di come lo sarei stato io nella vita reale (ride ndr)”.

È vero che i manga sono sottovalutati in Giappone?
“I giapponesi sono decisamente esterofili…”.

Il filon zombie vive un momento di grande splendore. A cosa si è ispirato per l’inserimento degli stessi in I’m a hero nel Giappone moderno?
Mi sono ispirato ad alcuni film, come l’alba dei morti viventi e 28 giorni dopo. Tutti coloro che emergono, che sono diversi dagli altri, tendono ad essere schiacciati da una società che è uniforme. Proprio per questo riflette alla perfezione il Giappone attuale”.

L’arrivo del virtuale ha cambiato i rapporti interpersonali…
“La realtà virtuale influenza molte persone. Un esempio può esser dato da tutte quelle persone che non escono di casa per intere settimane a causa dell’eccessivo sfruttamento della tecnologia”.

Nel primo capitolo viene presentato il personaggio senza l’utilizzo di dialoghi. Com’è nata questa impostazione illustrativa?
“Ne ho discusso con il mio editor. Abbiamo deciso di introdurre il personaggio senza l’utilizzo dei dialoghi per evidenziarne le paure, i disagi interiori”.

Come mai i personaggi principali di I’m a hero e Boys on the run sono dei perdenti?
“Mi devo identificare in un personaggio. Quando un giorno sarò maturato, forse riuscirò a fare un personaggio vincente. Adesso non riesco a identificarmi”.

Alemagna

Si riconosce in “figurinaia” inteso come creatrice di figure? Conosce Luzzati?
“Più che “figurinaia” mi definisco artigiano. Spero che le figure richiamino qualcosa, quanto a Luzzati, beh… rappresenta uno dei miei padri spirituali”.

Quando ha capito che l’illustrazione sarebbe diventata la sua vita?
“Sono cresciuta a Bologna, città del libro. A 6 anni capii che il libro sarebbe diventato il mio futuro. Volevo essere un’illustratrice. In Francia ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato”.

Un gruppo di pediatri ha proposto di utilizzare i libri illustrati come forma di terapia. Cosa ne pensa?
“Sono sorpresa, in senso positivo. Un libro deve essere inteso anche come crescita e creatività. Un bel libro non ha età!”

Che rapporto ha con Bologna?
“Provo un grande affetto per ovvii motivi. Dal punto di vista lavorativo non ho alcun rapporto, però ogni anno torno alla fiera del libro”.

Ti senti una “matita in fuga”?
“Mi reputo una ‘matita in viaggio’. Per ‘fuga’ intendo scappare e io non sto scappando da nessuno. Intendo il viaggio come una continua scoperta. In ogni mio libro c’è l’elemento relativo alla partenza”.

Cosa ci può dire riguardo al suo procedimento creativo?
“Ho sempre bisogno di un testo per poter iniziare a disegnare. Al contrario di molti miei colleghi, non so disegnare dal nulla’”.

Ci dice qualcosa riguardo al suo ultimo lavoro?
“Doveva uscire a settembre ma è stato posticipato per questioni editoriali. Ogni personaggio ha un particolare handicap. Voglio dimostrare come un difetto possa essere una qualità. Il titolo, nonostante non sia stato ancora deciso, dovrebbe essere storti, brutti, malfatti”.

Delisle

Come si pone verso il regista che ha comprato i diritti di un suo lavoro per realizzarne un film?
“L’ho appreso solo dalla stampa. Non sono mai stato chiamato direttamente. Si sa che Hollywood ha l’abitudine di rivoltare la sceneggiatura. Nonostante questo, andrei volentieri a vederlo”.

Ha viaggiato in tutto il mondo. È rimasto legato a qualche luogo in modo maggiore?
“Mi piace stare a lungo in ogni luogo così ho modo di conoscere meglio usanze e cultura della gente. Sono rimasto molto impressionato dalla Corea. È una popolazione che vive completamente isolata dal mondo. È come se fossero una mega-setta. Anche Gerusalemme è stata un’esperienza profonda, ero totalmente immerso nel luogo e nelle sue dinamiche, riuscivo persino a capire ciò che dicevano alla radio.
La settimana scorsa sono stato invitato dal governo palestinese a partecipare al primo festival del fumetto. Sono molto orgoglioso per questo”.

Cosa ci può dire riguardo il duo modo di lavorare?
“Quando torno da un viaggio inizio a fare schizzi, poi valuto se vale la pena di proseguire. Ogni mia opera deve avere un determinato ritmo. Il lettore ne deve rimanere coinvolto”.

Il viaggio più facile e quello più difficile che ha rappresentato?
“Il viaggio in Cina è stato più semplice, poiché composto da alcuni skatch umoristici. Quello in Corea il più difficile.”.

Huppen

Le sue opere hanno un grande impatto emotivo…Vincitori Gran Guinigi
“Non uso la forza dell’immagine come arma. Lavoro per me stesso e non per il pubblico. È il modo più onesto per svolgere il mio lavoro. Devo essere soddisfatto di ciò che creo, nella speranza che il pubblico apprezzi la mia arte”.

Il fumetto è cambiato rispetto a un tempo…
“Inizialmente i fumetti erano molto più semplici e innocenti, adatti ai bambini. Successivamente sono stati introdotti anche temi più complessi. Io cerco di trattare i comportamenti umani e analizzarli attraverso le storie. Provo a fare libri per adulti anche se non sono difficili ‘intellettualmente’ (ride ndr)”.

Quando disegna, pensa che il suo lavoro potrà avere altre forme di rappresentazione?
“Penso esclusivamente allo sviluppo grafico. Una compagnia teatrale, anni fa, comprò i diritti di un lavoro ma non mi piacque il modo in cui fu messo in scena. Non capisco che senso possa avere acquisire i diritti di un’opera e poi cambiarne completamente la trama.
Nonostante ciò, non mi tirerei indietro davanti a proposte diverse da quelle che ricevo”.

È stato influenzato da alcuni eventi particolari nella scrittura?
“Sono solito prendere ispirazioni da singole scene che vedo quotidianamente. Un giorno, camminando in bicicletta in un parco, notai un uomo anziano accarezzare una gallina che si trovava nella cuccia di un cane. Era come se volesse proteggere l’ultimo amico dai pericoli del mondo. Ho riportato quella scena in uno dei miei lavori”.

Cosa ne pensa della mostra allestita a Palazzo Ducale?
“Mi è piaciuta molto. Ce ne fu una altrettando bella alcuni anni fa a Lucca. Su tutte le mura della città avevano ritratto una scena di cavalleria. Un gran colpo d’occhio. Sembrava di essere accerchiati. In centro si trovavano le vetrine con le pagine dell’opera”.

De Vita

Ha iniziato la sua carriera molto giovane…
“Posso definirmi un ‘figlio d’arte’ dato che mia madre era una professoressa di storia dell’arte. Ho sempre avuto l’amore per il disegno. Rappresenta la mia più grande passione. Mi serve per raccontare una vicenda, un’avventura.
In Italia non ho avuto modo di lavorare molto, dato che il mio tratto non è stato, inizialmente apprezzato. Ho trovato la mia dimensione all’estero. In Italia spesso i talenti non vengono tutelati abbastanza. Ho preferito, tuttavia, vivere in Italia”.

La tecnologia e la multimedialità rivoluzionano anche il mondo dei comics…
“Ci sono progetti che nascono per essere veicolati su diversi canali, sono progetti pesnati già alla radice per essere multi-piattaforma. Credo però che il supporto cartaceo sia valido e che il pensare, progettare le cose non con lo sguardo al ‘film’ o al video gioco sia un modo di lavorare che abbia ancora un grande, grandissimo valore”.

Francesco Del Bono
redazione

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: