We Love-craft

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Due intrusioni nell’universo di uno degli scrittori più visionari, due opere a fumetti per rendere omaggio al grande Lovecraft.

Nella Sala dell’Oro della Camera di Commercio si presentano le opere dell’olandese Erik Kriek e degli spagnoli Bart Torres e Josep Oliver, lavori diversi tra loro: una trasposizione e un adattamento umoristico. L’ispirazione è però comune, gli autori quasi all’unisono raccontano di come fossero fin da giovani rimasti affascinati dal lavoro del grande scrittore statunitense, rapiti dalle sue atmosfere.

Le immagini che scorrono sul monitor confermano le parole che introducono l’incontro. Quelle presentate a Lucca Comics & Games non sono semplici repliche del lavoro di Lovecraft ma interpretazioni personali, rielaborazioni che, pur rimanendo fedeli, prendono solo spunto dalla sua produzione letteraria.

Il terreno in cui hanno dovuto muoversi è delicato. I lavori che hanno attinto a questa ispirazione sono innumerevoli e non tutti di alto livello. Creature mostruose, psicosi, sono gli elementi alla base delle opere di Lovecraft, rigorosamente raccontati a parole con uno stile ridondante, ricco di aggettivi. Innegabilmente difficile da riproporre a fumetti.

È qui che gli autori hanno espresso il massimo sforzo. Sfruttare la vastità dell’universo lovecraftiano per inserire la propria interpretazione, giocare con l’abitudine dell’autore di lasciare al lettore l’immaginazione della scena tipica.

Ecco che anche un’opera divertente come Il giovane Lovecraft risulta azzeccatissima. Lo scrittore ancora bambino sta solo iniziando a ideare il suo mondo e gli elementi compaiono nelle brevi striscie a concludere la gag. Pagina dopo pagina nasce l’idea di un golem, di una mummia e di tutte le altre creature tipiche dei racconti originali.

H.P. Lovecraft, Da altrove e altri racconti mantiene invece lo spirito originale, espresso con il tocco di Kriek. Le pagine dei libri caratterizzate da fiumi di parole si trasformano nel loro opposto. Tavole dove le parole sono ridotte al minimo ed è l’immagine a raccontare l’atmosfera, sarà il lettore a stabilire se le scene raffigurate siano cose che realmente accadono al protagonista o solo il frutto della sua immaginazione.

Le opere si inseriscono in un panorama già ricco ma hanno le caratteristiche giuste per riuscire a penetrare i gusti e il mercato, con uno stile che sicuramente non avrebbe che potuto far piacere a Howard Phillips Lovecraft.

Marco Biggi
redazione

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