Archive for the ‘comics’ Category

Lillo, Greg e il fumetto

03/11/2013

Il duo comico italiano torna alle origini. Per chi non lo sapesse infatti  Lillo e Greg si conobbero proprio lavorando insieme come fumettisti comici presso una casa editrice romana.

Hanno attraversato musica e televisione ma è stata la radio a consacrarli come personaggi popolari e molto amati. Le loro gag e i loro personaggi radiofonici sbarcano in dimensione cartacea.

Lillo presenta NormalMan,  il supereroe che salva  il mondo da supercattivi molto particolari: Zizzania  che odia il prossimo e semina discordia, il Nerd che terrorizza il mondo con i suoi scherzi stupidi, Fiatella  che affligge la terra con il suo alito, il Fumatore che fuma nei locali pubblici e Petoman che si diverte a fare puzze in ascensore. Ad aiutarlo nella realizzazione del fumetto Luca Usai, che ci occupa dei disegni.

“Lillo sarebbe un bravo disegnatore, ma è troppo pigro, se c’è qualcosa di troppo difficile non la disegna, per questo ha chiamato Luca. Peggio per lui dovrà dividersi lo stipendio” dice scherzando  Greg.

I sottotitolati è invece il fumetto realizzato da Greg. I suoi personaggi sono i tipici coatti romani. Come si riconosce un coatto? “Il coatto è quello che esagera, dice più parolacce, bestemmia di più, ha più gel nei capelli, è più tamarro”. La comicità nasce dalla contrapposizione tra l’italiano dialettale e sgrammaticato del coatto con quello forbito e spesso aulico dei sottotitoli. Greg legge qualche pagina del suo fumetto, tante risate in sala.

“Avete mai pensato alla realizzazione di fumetti seriali? – chiedono dal pubblico – Si, potrebbe rientrare  nei nostri progetti futuri” – rispondono.

Lillo & Greg, una coppia travolgente e una comicità surreale che riesce a far breccia anche a fumetti.

 

Silvia Fontana
redazione

Tex e ancora Tex

03/11/2013

A Lucca arrivano due nuove edizioni dedicate all’intramontabile protagonista di casa Bonelli: Tex.

Nella sala di Palazzo Ducale vengono presentati TEX – Fiumi di china italiana in deserti americani e TEXONE – I predatori del deserto, un albo di contenuti speciali e una riedizione in un formato diverso da quello originale.

Entrambi sono dedicati agli appassionati, disegni inediti, tavole che creano una cronistoria completa del personaggio. Opere che sono più di una semplice ristampa, ma una vera e propria edizione speciale che coccola i lettori con bozzetti e studi, pezzi di Tex che gli autori hanno voluto condividere.

Bonelli, prima e unica in Italia ha organizzato una ristampa direttamente da esplicita richiesta dei lettori.

Marco Biggi
redazione

L’Erondar arriva a Lucca

03/11/2013

Bonelli aggiunge una nuova, grande serie alla propria produzione. Dragonero fa il suo ingresso con una una serie mensile che ha già acceso l’interesse di numerosi lettori.

Gli onori di casa sono fatti da Luca Enoch, Stefano Vietti e Giovanni Matteoni: gli autori del fumetto.

Per entrare nell’atmosfera del mondo di Dragonero, sullo schermo alle spalle dei relatori le immagini originali, che si susseguono al ritmo di una musica dal tono epico crescente. Il modo migliore per affascinare anche chi è entrato in sala solamente per curiosità.

La nuova serie – raccontano – nasce dopo la serie originale di 4 albi introduttivi, già in edicola e che ha avuto grande successo. L’obiettivo è quello di creare un mondo in costante evoluzione che faccia da sfondo al gruppo dei protagonisti: l’Erondar. È questa la cosa su cui hanno potuto sbizzarrirsi maggiormente, inventare un universo vasto, costruito in modo solido sotto ogni suo aspetto. La natura, l’economia, la moneta sono studiati in modo quasi enciclopedico, ogni gesto che i protagonisti compiono non è casuale ma ragionato. Il modo in cui viene costruito il mondo si ripercuote anche sui personaggi caratterizzati da un fantasy realistico.

Per ottenere un lavoro il più preciso e valido possibile gli autori hanno lavorato a braccetto: chi crea lo spunto e sviluppa la storia subisce l’opera critica dei colleghi, in modo che ogni singolo aspetto poco convincente possa essere eliminato o corretto. Il successo di Dragonero è già grande ed è destinato ad aumentare con la serie a fumetti e il gioco di ruolo che, in contemporanea, è in sviluppo.

Il futuro immediato prevede l’uscita di un romanzo senza illustrazioni, con storie completamente nuove rispetto a quelle del fumetto.

Per i fan l’attesa è quasi finita. Presto l’Erondar sarà raggiungibile anche dalla fumetteria più vicina a casa e uscita dopo uscita si aprirà ai loro occhi.

Marco Biggi
redazione

Supereroi

03/11/2013

L’universo Marvel e l’universo DC Comics si fronteggiano ai microfoni di Radio Impronta Digitale con protagonisti Nicola Peruzzi (coordinatore editoriale Marvel Italia) e Lorenzo Corti (coordinatore editoriale RW Lion – DC Comics) e, in una alternanza tra scherzose cattiverie e complimenti reciproci presentano una ricca carrellata di novità e anticipazioni degli innumerevoli supereroi che popolano (e che popoleranno) gli universiin cui sono cresciute intere generazioni di lettori di fumetti.

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Le imperdibili interviste complete le potete trovare sul podcast di Radio Impronta Digitale speciale Lucca.

Tunuè

03/11/2013

La casa editrice Tunuè invia una delegazione di artisti a farsi intervistare durante la trasmissione Mercury Comics di Radio Impronta Digitale:

Davide Garota

Davide Garota, autore e disegnatore de “Il fuoco non ha amici” che mescola amore e violenza parlando dell’adolescenza, epoca in cui ci si sente immortali correndo rischi che arrivano a livelli estremi.

Marco Caselli

Marco Caselli, disegnatore di “Cassandra” che descrive come un misto di generi, un giallo che è in realtà un pretesto per raccontare una storia d’amore tra Cassandra, un transessuale che gira i quartieri di Roma e Marco, un poliziotto che, nell’ambito delle indagini di un omicidio, deve avvicinarla.

Luca Ferrara

Luca Ferrara, disegnatore de “Gli altri” di cui è piaciuta la delicatezza con cui sono state affrontate le tematiche forti dei tre racconti.

Oltre a queste interviste sul podcast di radio Impronta Digitale trovate anche la presentazione di altre opere edite da Tunuè.

Da Dodici a Zerocalcare

03/11/2013

Un anno di distanza, libro diverso ma stesso autore, stesso posto e stesso entusiasmo.

Zerocalcare, al secolo Michele Rech, entra nella Sala incontri della Banca del Monte accolto dall’ovazione che spetta a uno degli ospiti più attesi di Lucca Comics & Games. Presenta al pubblico Dodici, la sua ultima opera, e si racconta al pubblico.

È un fumetto sugli zombie, argomento al momento più che sfruttato, ma chiarisce subito che non si tratta di seguire le tendenze, anzi. La sua è una passione comune a quella di tanti altri nerd come quelli presenti in sala. “I morti viventi hanno sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. Forse – dice – è la moda ad aver copiato questa nostra passione”.

Le pagine di Dodici presentano sostanziali novità, come il meccanismo degli sbalzi temporali, e “masticano” influenze – forse non del tutto consapevoli – anche da spettacoli e serie televisive. Quello di Zerocalcare è uno stile in grado di strappare risate ma caratterizzato da alcuni – non troppi – passaggi quasi poetici dove descrive Roma, la sua città.

Michele sembra quasi diffidare dell’enorme successo del momento, con la convinzione che come è venuto possa presto andarsene. La sua è la storia di chi ha iniziato dal basso, con scarsi mezzi e l’abitudine a lavorare in autonomia con mezzi scarsi. Non è un animale da social network, anche perché, dice “C’è il rischio di farsi vedere dai committenti verso i quali si è in ritardo…”, ma in realtà Michele è una persona socievole che non si nega neppure quando, dopo l’incontro, al buio della sera, la folla lo attende per ottenere un autografo e un disegno.

Marco Biggi – con il suo cinghialodillo –
redazione

Buon compleanno Superman!

02/11/2013

Tanta gente in sala per festeggiare il settantacinquesimo compleanno dell’uomo di Krypton.

Ospite d’onore  Gary Frank,  uno dei disegnatori attuali di Superman. Con un italiano un po’ incerto racconta il suo rapporto con il super eroe “Ho sempre preferito Batman a Superman. Superman l‘ho sempre visto  più come un angelo che come un uomo, inizialmente ero un po’ titubante nel disegnarlo, poi ho scoperto il suo lato umano e mi sono convinto”.

Quando parliamo di Superman non possiamo dimenticare Clark Kent  “Clark non è una maschera, è la realtà. Quando va al Daily Planet , i suoi problemi sono problemi umani, comuni. È esattamente come noi, è un uomo”.

Interviene poi Giulio Giorello , filosofo, matematico ed epistemologo. Il suo legame con il super eroe è già scritto nel suo cognome: “Il cognome Giorello è molto simile a  Jor-El, padre di Superman” dice orgogliosamente.  Il suo discorso tocca i legami tra superuomo Nietzscheano e Superman, che  sono immancabili, come i rimandi agli eroi del passato  tra cui Ercole, Achille e  Sansone.

Dopo  tutti questi bei discorsi sui supereroi, la gente in sala sperava  di aver acquisito qualche superpotere. Purtroppo però, pur alzando il pugno in cielo come Superman, nessuno è riuscito a spiccare il volo.

Silvia Fontana
readazione

Press Cafè

02/11/2013

Mattinata al Press Cafè in compagnia di Kenzo Hanazawa, Beatrice Alemagna, Guy Delisle, Hermann Huppen, Giulio De Vita e i premiati del Gran Guinigi.

Hanazawa

Perchè è così interessante la tematica dell’umanità che deve rinascere?
“A livello mondiale ci troviamo in un periodo di grosso soffocamento. In Giappone, alcuni eventi come il terremoto hanno accentuato notevolmente questa situazione. Il mio I’m a hero è nato come una valvola di sfogo dallo stress”.

Quanto personaggio e autore coincidono e quanto differiscono nelle sue opere?
“Generalmente il personaggio è molto simile a me, per dare realismo ed efficacia. In determinate situazioni, invece, il personaggio è molto più coraggioso di come lo sarei stato io nella vita reale (ride ndr)”.

È vero che i manga sono sottovalutati in Giappone?
“I giapponesi sono decisamente esterofili…”.

Il filon zombie vive un momento di grande splendore. A cosa si è ispirato per l’inserimento degli stessi in I’m a hero nel Giappone moderno?
Mi sono ispirato ad alcuni film, come l’alba dei morti viventi e 28 giorni dopo. Tutti coloro che emergono, che sono diversi dagli altri, tendono ad essere schiacciati da una società che è uniforme. Proprio per questo riflette alla perfezione il Giappone attuale”.

L’arrivo del virtuale ha cambiato i rapporti interpersonali…
“La realtà virtuale influenza molte persone. Un esempio può esser dato da tutte quelle persone che non escono di casa per intere settimane a causa dell’eccessivo sfruttamento della tecnologia”.

Nel primo capitolo viene presentato il personaggio senza l’utilizzo di dialoghi. Com’è nata questa impostazione illustrativa?
“Ne ho discusso con il mio editor. Abbiamo deciso di introdurre il personaggio senza l’utilizzo dei dialoghi per evidenziarne le paure, i disagi interiori”.

Come mai i personaggi principali di I’m a hero e Boys on the run sono dei perdenti?
“Mi devo identificare in un personaggio. Quando un giorno sarò maturato, forse riuscirò a fare un personaggio vincente. Adesso non riesco a identificarmi”.

Alemagna

Si riconosce in “figurinaia” inteso come creatrice di figure? Conosce Luzzati?
“Più che “figurinaia” mi definisco artigiano. Spero che le figure richiamino qualcosa, quanto a Luzzati, beh… rappresenta uno dei miei padri spirituali”.

Quando ha capito che l’illustrazione sarebbe diventata la sua vita?
“Sono cresciuta a Bologna, città del libro. A 6 anni capii che il libro sarebbe diventato il mio futuro. Volevo essere un’illustratrice. In Francia ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato”.

Un gruppo di pediatri ha proposto di utilizzare i libri illustrati come forma di terapia. Cosa ne pensa?
“Sono sorpresa, in senso positivo. Un libro deve essere inteso anche come crescita e creatività. Un bel libro non ha età!”

Che rapporto ha con Bologna?
“Provo un grande affetto per ovvii motivi. Dal punto di vista lavorativo non ho alcun rapporto, però ogni anno torno alla fiera del libro”.

Ti senti una “matita in fuga”?
“Mi reputo una ‘matita in viaggio’. Per ‘fuga’ intendo scappare e io non sto scappando da nessuno. Intendo il viaggio come una continua scoperta. In ogni mio libro c’è l’elemento relativo alla partenza”.

Cosa ci può dire riguardo al suo procedimento creativo?
“Ho sempre bisogno di un testo per poter iniziare a disegnare. Al contrario di molti miei colleghi, non so disegnare dal nulla’”.

Ci dice qualcosa riguardo al suo ultimo lavoro?
“Doveva uscire a settembre ma è stato posticipato per questioni editoriali. Ogni personaggio ha un particolare handicap. Voglio dimostrare come un difetto possa essere una qualità. Il titolo, nonostante non sia stato ancora deciso, dovrebbe essere storti, brutti, malfatti”.

Delisle

Come si pone verso il regista che ha comprato i diritti di un suo lavoro per realizzarne un film?
“L’ho appreso solo dalla stampa. Non sono mai stato chiamato direttamente. Si sa che Hollywood ha l’abitudine di rivoltare la sceneggiatura. Nonostante questo, andrei volentieri a vederlo”.

Ha viaggiato in tutto il mondo. È rimasto legato a qualche luogo in modo maggiore?
“Mi piace stare a lungo in ogni luogo così ho modo di conoscere meglio usanze e cultura della gente. Sono rimasto molto impressionato dalla Corea. È una popolazione che vive completamente isolata dal mondo. È come se fossero una mega-setta. Anche Gerusalemme è stata un’esperienza profonda, ero totalmente immerso nel luogo e nelle sue dinamiche, riuscivo persino a capire ciò che dicevano alla radio.
La settimana scorsa sono stato invitato dal governo palestinese a partecipare al primo festival del fumetto. Sono molto orgoglioso per questo”.

Cosa ci può dire riguardo il duo modo di lavorare?
“Quando torno da un viaggio inizio a fare schizzi, poi valuto se vale la pena di proseguire. Ogni mia opera deve avere un determinato ritmo. Il lettore ne deve rimanere coinvolto”.

Il viaggio più facile e quello più difficile che ha rappresentato?
“Il viaggio in Cina è stato più semplice, poiché composto da alcuni skatch umoristici. Quello in Corea il più difficile.”.

Huppen

Le sue opere hanno un grande impatto emotivo…Vincitori Gran Guinigi
“Non uso la forza dell’immagine come arma. Lavoro per me stesso e non per il pubblico. È il modo più onesto per svolgere il mio lavoro. Devo essere soddisfatto di ciò che creo, nella speranza che il pubblico apprezzi la mia arte”.

Il fumetto è cambiato rispetto a un tempo…
“Inizialmente i fumetti erano molto più semplici e innocenti, adatti ai bambini. Successivamente sono stati introdotti anche temi più complessi. Io cerco di trattare i comportamenti umani e analizzarli attraverso le storie. Provo a fare libri per adulti anche se non sono difficili ‘intellettualmente’ (ride ndr)”.

Quando disegna, pensa che il suo lavoro potrà avere altre forme di rappresentazione?
“Penso esclusivamente allo sviluppo grafico. Una compagnia teatrale, anni fa, comprò i diritti di un lavoro ma non mi piacque il modo in cui fu messo in scena. Non capisco che senso possa avere acquisire i diritti di un’opera e poi cambiarne completamente la trama.
Nonostante ciò, non mi tirerei indietro davanti a proposte diverse da quelle che ricevo”.

È stato influenzato da alcuni eventi particolari nella scrittura?
“Sono solito prendere ispirazioni da singole scene che vedo quotidianamente. Un giorno, camminando in bicicletta in un parco, notai un uomo anziano accarezzare una gallina che si trovava nella cuccia di un cane. Era come se volesse proteggere l’ultimo amico dai pericoli del mondo. Ho riportato quella scena in uno dei miei lavori”.

Cosa ne pensa della mostra allestita a Palazzo Ducale?
“Mi è piaciuta molto. Ce ne fu una altrettando bella alcuni anni fa a Lucca. Su tutte le mura della città avevano ritratto una scena di cavalleria. Un gran colpo d’occhio. Sembrava di essere accerchiati. In centro si trovavano le vetrine con le pagine dell’opera”.

De Vita

Ha iniziato la sua carriera molto giovane…
“Posso definirmi un ‘figlio d’arte’ dato che mia madre era una professoressa di storia dell’arte. Ho sempre avuto l’amore per il disegno. Rappresenta la mia più grande passione. Mi serve per raccontare una vicenda, un’avventura.
In Italia non ho avuto modo di lavorare molto, dato che il mio tratto non è stato, inizialmente apprezzato. Ho trovato la mia dimensione all’estero. In Italia spesso i talenti non vengono tutelati abbastanza. Ho preferito, tuttavia, vivere in Italia”.

La tecnologia e la multimedialità rivoluzionano anche il mondo dei comics…
“Ci sono progetti che nascono per essere veicolati su diversi canali, sono progetti pesnati già alla radice per essere multi-piattaforma. Credo però che il supporto cartaceo sia valido e che il pensare, progettare le cose non con lo sguardo al ‘film’ o al video gioco sia un modo di lavorare che abbia ancora un grande, grandissimo valore”.

Francesco Del Bono
redazione

Autoproduzioni

02/11/2013

Autoprodursi è sicuramente molto impegnativo, grande passione muove i giovani che ci provano e Radio Impronta Digitale ne ha intervistati due durante la trasmissione Mercury Comics.

De Magno Somno, nasce dall’idea di un folle e di altri 17 che lo hanno seguito nella follia. Camillo Bosco ci racconta di questa antologia di storie riguardo l’antico tema del sonno. Copertina disegnata da Mirka Andolfo.
Curiosa coincidenza numerologica: hanno appena raggiunto 500 contatti sulla pagina Facebook e hanno stampato 500 copie per Lucca.

Marco Ventura (MDV Autoproduzioni) ci presenta invece Little Norby – le origini del micio (un po’ infame visto da piccolo) con anche 9 tavole di anteprima del terzo episodio e Shadow, una storia nerissima, completamente differente con disegni di Riccardo Faccini e copertina di Alessio Moroni.

Marco Ventura e Camillo Bosco

Marco Ventura (MDV Autoproduzioni) e Camillo Bosco (DMS – De Magno Somno)

Le opere le trovate allo stand 333 del padiglione Giglio, le interviste sul podcast di Radio Impronta Digitale speciale Lucca.

Jonathan Carrol

02/11/2013

Jonathan Carroll presenta il suo nuovo progetto “The ghost in Love” . Emozionatissimo il pubblico in sala, ancor più emozionato  Gianni La Corte, che si occupa della pubblicazione del libro in Italia.

Ma cos’è per Carroll questo libro?  Una storia d’amore? Sicuramente, ma è anche molte altre cose “Lo  scopo è  quello di   mostrare a tutti la mia identità e magari, riuscire a  mostrare anche la vostra”.

Il punto focale del libro è  il cambiamento.  “Nella vita tutto è mutamento, ecco perché quando si ottiene  una cosa che si desidera poi non la si vuole più, perché nel frattempo si cambia”.  Proprio da  qui nasce  l’idea di un fantasma che si chiede se è davvero la stessa persona di un tempo. Domande che tormentano e ispirano l’autore.

La scrittura di Carrol è  sorprendente, emozionante, profonda.  Scrive  i suoi libri di getto, lasciandosi travolgere  in un vortice di idee visionarie. Esempio ne è il dialogo tra l’angelo della morte, rappresentato da un uovo all’occhio di bue, e il fantasma nel corpo di una mosca che troviamo nel primo capitolo del libro.

Alla fine una domanda dal pubblico: “Come è possibile che un autore così importante come lei abbia deciso di affidarsi a una casa editrice nuova e soprattutto molto piccola?”. Carrol risponde con sincerità: “Non voglio sentirmi un prodotto da supermercato, per questo ho deciso di lavorare con Gianni. Le case editrici minori ci mettono amore, passione, qualità”.

Prima di lasciare la sala un consiglio per i futuri scrittori: “Leggete, leggete, leggete, scrivete , scrivete, scrivete!”.

Silvia Fontana
redazione